
Meditazione Buddista & Zen.
La Meditazione Buddista
Gli insegnamenti spirituali di Buddha si sono diffusi in tutta l’Asia, venendo poi approfonditi in modo differente a seconda delle regioni e delle culture, originando molteplici scuole di pensiero.
Dunque oggi le tecniche di meditazione derivanti dal buddismo sono piuttosto variegate, sebbene tutte si basino sulla consapevolezza interiore sviluppata attraverso l’osservazione di sé.
Il punto cardine di queste tecniche è sempre quello di concentrarsi sul presente, lasciando da parte passato e futuro. Uno dei metodi più conosciuti è quello della meditazione Vipassana, che porta l’uomo a cercare sé stesso in modo profondo e personale. Questo tipo di meditazione si articola in tre fasi.
1. La prima è denominata Annapana e si basa sull’osservazione del respiro. Dunque dovrete mantenere la vostra mente concentrata sul qui ed ora, percependo il vostro processo respiratorio, che non dovrete influenzare in alcun modo: respirare è un’azione naturale e inconsapevole e concentrando l’attenzione su esso potrete facilmente passare alla seconda fase.
2. La seconda fase è denominata Vipassana, che è la tecnica vera e propria. La vostra concentrazione si dovrà spostare sulle sensazioni che vi provoca il vostro corpo. Dovrete quindi imparare prima a percepirlo, in modo via via più profondo, fino a diventare consapevoli dei processi fisiologici che lo caratterizzano, così come quelli energetici. Questo nel tempo vi porterà ad incrementare la coscienza del vostro corpo e di ciò che vi circonda.
La Meditazione Zen
Nella tradizione dello Zen, la meditazione riguarda il piano mentale, che porta all’evoluzione dell’individuo. Nota come meditazione zen, la meditazione che deriva da questa filosofia è più propriamente definita Zazen. In questo caso sarà importante l’ambiente in cui si decide di effettuare la seduta, in quanto si dovrà addestrare la mente a concentrarsi soltanto su una cosa alla volta, tagliando fuori il resto.
Ciò vi aiuterà a prendere consapevolezza del vostro spazio interiore anche in una società come la nostra, dove si è sempre più portati a fare mille cose tutte insieme. Anche in questo caso vi sono diverse tecniche, che vedremo brevemente.
Una delle tecniche più diffuse è la meditazione da seduti. Tale pratica consente di sviluppare la consapevolezza della propria mente, senza essere coinvolti dai pensieri che quotidianamente la affollano.
In questa fase i pensieri scorrono senza coinvolgere direttamente il meditante, che impara ad osservarli dall’esterno, come se fossero di qualcun altro, concentrandosi sul momento presente, sul qui ed ora. Con l’esercizio si sviluppa quindi il cosiddetto satori, ossia uno stato in cui la mente è svuotata e in pace.
Una seconda tecnica è detta Kin-hin, ossia meditazione camminata. Si tratta di uno step successivo, da praticare quando ormai si ha la padronanza delle tecniche di meditazione.
Esso consente infatti di meditare anche nella quotidianità di ogni giorno: sull’autobus, in ufficio, mentre si cammina per strada, e via di seguito.